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MITI SFATATI PRONAZIONE

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Dimentica (quasi) tutto ciò che ti è stato detto su come scegliere il giusto paio di scarpe da running.

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Solitamente, quando entri in un negozio specializzato per comprare un paio di scarpe da running, ti viene chiesto di salire sul tapis roulant per una veloce analisi della camminata e capire come si comportano i piedi durante la corsa. Ruotano leggermente verso l'interno (passo neutro)? Ruotano verso l'interno più del normale (iperpronazione)? Oppure ruotano verso l'esterno (supinazione)? E che aspetto ha l'arco plantare? Piatto, alto, rigido e/o flessibile? L'addetto alle vendite che ti sta seguendo può poi utilizzare queste informazioni per "prescrivere" una scarpa da running capace di "correggere" i problemi di pronazione.
"La pronazione è un movimento naturale che contribuisce a distribuire la forza dell'impatto sul terreno. Se è normale [o se il passo è neutro] il sistema di carico funziona come un elastico: ha un effetto elastico e migliora l'efficienza", spiega il Nike Performance Council Member Lance Walker, MS, PT, Global Performance Director presso Michael Johnson Performance (MJP).
Pertanto, la teoria alla base dell'analisi della camminata e della corsa in negozio deriva dal fatto che gli iperpronatori (molti runner rientrano in questa categoria) o i supinatori hanno bisogno di scarpe specifiche che in teoria possono favorire un'andatura più neutrale per allineare meglio i piedi con il resto del corpo durante la corsa e, di conseguenza, ridurre il rischio di infortunio. Il problema in questo caso dipende dal fatto che le scarpe non modificano automaticamente il tipo di pronazione (spesso sono necessari anche esercizi di mobilità e rinforzo del piede), pertanto utilizzare solo queste informazioni per determinare il modello da scegliere non è sempre sufficiente. Inoltre, ciascun runner ha un'andatura unica.
"Il modo migliore per assicurarsi di essere un runner in salute consiste nello scegliere una scarpa comoda e non una scarpa che ti è stata raccomandata ma è scomoda", spiega Walker. "Al momento la scienza è orientata in questa direzione. Se trascuri la parte soggettiva (ciò che ti fa stare bene), puoi finire col creare ancora più problemi". In altre parole, segui le tue preferenze e non la ricetta del medico. Sempre.
"In definitiva, se un esperto potesse analizzare la biomeccanica del corpo nel suo complesso e l'intera catena cinetica mentre corri a velocità diverse indossando scarpe diverse, e potesse dirti quale paio (comodo) ti ha fatto correre nel modo complessivamente più efficiente, sarebbe una soluzione fantastica", aggiunge Walker. Tuttavia, prendere in considerazione solo l'arco plantare e/o il tipo di pronazione non basta.
Ora sappiamo che identificare un tassello di un quadro più completo per poi consigliare una soluzione non è una scienza esatta. Quando preferisci l'ammortizzazione extra invece della stabilità o della flessibilità in una scarpa, ci sono molte variabili da prendere in considerazione: se i tuoi piedi sono rigidi o flessibili, se corri 10 o 60 chilometri a settimana, se sei soggetto a infortuni o meno, e così via. E queste informazioni variano da persona a persona. Per questo, potresti optare per una calzata ottimale e comoda fin da subito (in base alle tue preferenze personali), vedere come va e poi apportare eventuali modifiche.

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BREVE RIASSUNTO
La pronazione (quando il piede ruota leggermente verso l'interno al momento dell'impatto col terreno) è un movimento naturale che contribuisce a distribuire la forza dell'impatto. Se hai una pronazione normale, la tua andatura è neutra.
Per iperpronazione si intende una rotazione eccessiva del piede verso l'interno, mentre il termine supinazione descrive una rotazione del piede verso l'esterno al momento dell'impatto.
Per risultati ottimali, utilizza le informazioni su te stesso come runner per scegliere una scarpa in base alle tue preferenze, ovvero la scarpa che ritieni più comoda, invece di seguire semplicemente una ricetta medica.

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