CRISTIANO RONALDO

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CRISTIANO RONALDO "Potrei vivere senza i soldi, i fan, la fama… ma non smetterei mai di giocare, perché il calcio è la mia vita."

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IL CALCIO NEL SANGUE Figlio di una cuoca e di un kit manager, Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro, conosciuto ai più semplicemente come Ronaldo, nasce il 5 febbraio 1985 in Portogallo, sulla piccola isola di Madeira. Si può dire che ha il calcio nel sangue: suo padre era responsabile di tacchetti, divise e maglie per il club portoghese CF Andorinha, ed è stato proprio lui a chiedere al capitano della squadra di fare da padrino al suo figlio più piccolo. La carriera di Ronaldo ha inizio in questo stesso club, all'età di 8 anni.

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DA BAMBINO PRODIGIO A LEGGENDA VIVENTE Mentre la maggior parte dei giocatori lavoravano sulle proprie abilità, Ronaldo già firmava contratti. A 12 anni, entra nel famoso club portoghese Sporting CP. Nel suo illustre trasferimento a Manchester, gli viene affidata la temuta maglia n. 7 (dando origine al nomignolo "CR7"). Approdato a Madrid, Ronaldo continua ad accumulare trionfi per la sua squadra: più lunga serie di partite in casa con goal segnati; più goal per partita in media; record condiviso per più triplette nella storia della Liga, e questi non sono che alcuni dei suoi record.

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LA PRATICA RENDE PERFETTI Infaticabile nella spinta a migliorare la sua tecnica, Ronaldo si allena con più passione di chiunque altro nel mondo del calcio. E questa passione è ripagata: la sua resistenza gli consente di segnare all'ultimo secondo, la sua forma fisica invidiabile è un vantaggio nella lotta per il possesso palla e la potenza delle gambe lo aiuta a battere gli avversari con colpi di testa che superano i due metri e mezzo. Protagonista assoluto delle copertine delle riviste di mezzo mondo, Ronaldo si allena per la sostanza, non per la forma. "Non mi prendo cura del mio corpo per essere bello… lo faccio per il calcio, per essere pronto a ogni battaglia."

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PIÙ VELOCE, PIÙ FORTE, PIÙ INTELLIGENTE L'accelerazione esplosiva e i cambi repentini di direzione di Ronaldo fanno mangiare la polvere ai difensori, lasciandoli senza fiato. I tiri sparati a 130 km/h da entrambi i piedi instillano il terrore nel cuore dei portieri. Un'intelligenza calcistica fulminea, sviluppata in seguito a migliaia di ore di gioco, gli permette di rimettere in riga i suoi compagni di squadra distribuendo il pallone in modo micidiale e decisivo. Gli avversari non riescono a stare al passo, ma uno scarpino ce l'ha fatta: è Nike Mercurial, ispirato alla sua tecnica fulminea.

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L'ORGOGLIO DEL PORTOGALLO Mettendo da parte le vittorie nei club, non c'è gloria più grande che vincere per il proprio Paese. Ronaldo ha ispirato una nazione e l'ha portata a competere nei più grandi tornei al mondo. È capitano del Portogallo, miglior marcatore del Portogallo: insomma, il migliore in assoluto, in Portogallo. Ma per un campione così ambizioso, essere il migliore non basta: "La mia carriera non può dirsi completa," afferma, "finché non avrò alzato sopra la testa un trofeo per il Portogallo."

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UN'ISPIRAZIONE, DENTRO E FUORI DAL CAMPO Ronaldo ha affermato che vorrebbe essere ricordato come modello per i suoi compagni, più che come calciatore leggendario, anche se in verità una cosa non esclude l'altra. Fuori dal campo, tra copertine di videogiochi, collaborazioni sul design della sua collezione Nike CR7 e giornate trascorse con suo figlio, Ronaldo è un vero filantropo. Ha contribuito agli aiuti per le vittime dello tsunami e per la cura del cancro, ed è ambasciatore per Save the Children, una no-profit mondiale che si occupa dei bambini bisognosi.

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"Nella vita non si può vincere senza sacrifici, e bisogna saper correre dei rischi."